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Notizia del 15 Giugno

Intervista a Oscar Bernardi

Presidente Confartigianato Castelfranco Veneto

“Occorre mantenere le proprie identità facendo rete”

60 anni in prima linea. Cosa significa per Lei essere in prima linea?
In prima linea significa essere presente ogni giorno nel campo di battaglia: il mondo del mercato odierno. Si tratta di dare risposte tempestive ai colleghi artigiani e ai nostri dipendenti, dare soddisfazione ai nostri clienti che ci chiedono sempre cose nuove e lavorazioni particolari.
Il lavoro è anche coesione, è fare squadra.

Cosa direbbe ai suoi colleghi che non ha mai detto?
In realtà cerco sempre di essere trasparente comunicando subito cosa penso alle persone con cui lavoro. Sicuramente negli anni scorsi una cosa su cui ho spinto molto è il fatto che, avere una piccola impresa dà la possibilità di essere molto versatili e flessibili.
Oggi probabilmente questa caratteristica non è più performante e quindi occorre mantenere le proprie identità facendo rete. Ci siamo impegnati a costituire una rete di 20 imprese con circa 180 addetti dipendenti nella filiera edile ma sicuramente al giorno d’oggi il valore aggiunto per noi è quello di spingere per trovare delle aggregazioni in filiere di rete.

Come è cambiato il lavoro negli ultimi 30 anni?
L’elemento principale del cambiamento sono stati gli adempimenti burocratici che ci hanno portato ad un dispendio delle nostre energie, in quanto imprenditori, a organizzare il nostro lavoro tenendo conto di tutta una serie di situazioni. Tutto questo da un lato ci ha aiutato per quanto riguarda la nostra organizzazione interna, ma dall’altro abbiamo dovuto fronteggiare ogni giorno degli adempimenti burocratici sempre maggiori e sempre più pressanti.

Cosa direbbe a un giovane artigiano che ha deciso di intraprendere un’attività oggi?
Il consiglio che gli darei è quello di crederci. Crederci, perché al giorno d’oggi solo chi ha passione riesce a sviluppare concretizzare le proprie idee. Crederci, perché davanti alle difficoltà può trovare delle soluzioni dove probabilmente altri o qualcuno che è più rigidamente impostato, non riesce ad arrivare. Crederci ma mai da solo, bensì assieme alle associazioni di categoria, ai servizi e alle consulenze che gli possiamo offrire.

Cosa le ha insegnato il Suo mestiere a livello umano?
Io faccio l’edile e costruire case vuol dire dare forma e sostanza a qualcosa per il futuro. Un futuro che rimane. Mi ha insegnato a capire le esigenze del cliente che ho di fronte per poi cercare di dare soluzioni più appropriate e più vicine alle sue esigenze.

Mi racconta un problema o una difficoltà che ha avuto e come l’ha risolta oppure un episodio che si ricorda particolarmente?
Le giornate che iniziano in un certo verso, dopo pochi minuti possono cambiare in base alle situazioni e sicuramente ce ne sono tutti i giorni, ma non ricordo di avere avuto delle giornate particolari. Quello che posso dire è che tutti gli artigiani, alla mattina quando si svegliano, devono pensare alla loro giornata anche se poi ci possono essere gli imprevisti.

Tuttavia ritengo fondamentale ed essenziale la capacità unica che appartiene all’artigiano, nel saper cogliere queste situazioni e risolverle assieme ad una squadra. I nostri dipendenti sono comunque delle persone competenti e in grado di essere vicino a noi, di stare con noi, di fare parte della nostra famiglia e sicuramente questo fa la differenza.

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