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Notizia del 8 Giugno

PANORAMICA SULL'ATTUALE SITUAZIONE DELLE OPERAZIONI PERVENUTE AL FONDO DI GARANZIA

Bonomo: “Meno richieste del previsto? Ce ne sono almeno il 30% in più bloccate dalla pratica di prefattibilità (prevista dalle regole del Fondo). Serve inoltre che gli anni di ammortamento vengano allungati da 6 a 10”

Dal 17 marzo al 2 giugno 2020, sono quasi 43mila le operazioni pervenute al Fondo di Garanzia a seguito dei provvedimenti introdotti dai DL “Cura Italia” e “Liquidità” da imprese della regione Veneto per un importo totale di quasi 2 miliardi e 600 milioni di euro. Di queste 36.344, pari al 84,7% (percentuale tra le più basse del Paese e inferiore di oltre 6 punti percentuali rispetto alla media italiana che è dell’90,8%) sono quelle fino a 25mila euro a garanzia 100% dello Stato. In Veneto l’incidenza delle operazioni fino a 25.000 euro sul totale delle domande è tra le più basse (84,7%). La regione che ha presentato il maggior numero di richieste è la Lombardia (95.316). Seguono, a distanza, Emilia Romagna (50.939) e Lazio (43.713). La nostra regione si colloca al 4° posto (42.911) con circa il 9% delle operazioni presentate. Con riferimento alle operazioni fino a 25.000 euro, il 19,8% proviene dalla Lombardia; seguono Emilia Romagna (10,6%), Lazio (9,0%) e Veneto (8,3%). Risultati questi che provengono del primo monitoraggio che l’Ufficio Studi ha avviato sui dati del Fondo di Garanzia.

“La nostra analisi –commenta Agostino Bonomo Presidente di Confartigianato Imprese Veneto– mette in evidenza alcuni elementi macro che aprono a delle riflessioni. Primo il fatto che ad oggi risultiamo “solo” al 4 posto come numero di operazioni presentate dovuto in particolare al fatto che registriamo una incidenza delle richieste di piccolo taglio (quelle garantite al 100%) tra le più basse del Paese. Fenomeno che trova conferma, secondo elemento, nell’importo medio che, in Veneto, è di 60mila euro. Un valore ben superiore (di ben 15mila euro) a quello medio italiano che mette in luce un elemento già evidenziato dalla Confartigianato alla Regione Veneto: la necessità di garantire al 100% ed agevolare al massimo finanziamenti più consistenti dei 25mila euro previsti dallo Stato. Ed anche nel caso delle sole domande sotto questa soglia, la nostra Regione registra l’importo medio più alto di tutti con 21.300 euro”. “Queste evidenze -sottolinea- sommate al fatto che, rispetto alla platea di potenziali beneficiari, il Veneto con 89 domande ogni 1.000 imprese si attesta poco sopra la metà classifica nazionale, sono la conseguenza diretta di due problemi che vanno risolti. Il primo è che “la mano destra non sa cosa fa la sinistra”. Non è infatti vero, come afferma il Governo nei DL Cura Italia e Liquidità, che non esiste istruttoria per le domande sotto i 25mila euro. Le regole di Banca d’Italia e del Fondo Centrale di Garanzia non sono cambiate e chiedono la pratica di prefattibilità (di fatto una istruttoria). Procedura che sta rallentando a tal punto le operazioni che i nostri Consorzi Fidi (le Banche ovviamente nemmeno ci pensano) si sono visti costretti a mettere il personale non solo in smartworking, ma operativo tra le 17 e le 24, orario in cui risulta un po’ più agevole caricare le pratiche sul portale del Fondo. Il numero di registrate è pertanto falsato di almeno un 30% di richieste ancora in coda. Il secondo elemento che “scoraggia” la domanda sono i 6 anni previsti per l’ammortamento del debito. Se a causa della pandemia il Governo permette alle imprese di indebitarsi, congelando il nuovo Codice della Crisi, deve dare la possibilità agli imprenditori di restituire il denaro almeno in 10 anni. Su questa modifica stiamo concentrando, come Confartigianato, molti sforzi al fine di ottenere la modifica in fase di conversione del DL”.  

Tornando ai numeri, le richieste presentate dalle imprese venete si distinguono in particolare per due aspetti: per l’importo totale richiesto, 2.577 milioni di euro che risulta essere il secondo maggior volume dopo quello della Lombardia e per la percentuale molto bassa di questa richiesta imputabile alle domande inferiori ai 25mila euro che risulta essere del 30,2%. Inferiore c’è solo quella del Trentino Alto Adige (17,8%). Mediamente in Italia, l’importo per operazione si attesta a 46.568 euro, in Trentino Alto Adige si registra il valore più alto con 85.837 euro seguito appunto dalla nostra regione con 60.057 euro. Con riferimento alle sole operazioni fino a 25.000 euro, l’importo medio in Italia risulta essere di 20.556 euro. Il Veneto è la regione con importo medio più elevato (21.396 euro). Sempre con riferimento l’arco temporale 17 marzo – 2 giugno 2020, sono state presentate al Fondo di Garanzia in media in Italia 80 domande ogni 1.000 imprese. Nelle Marche questo rapporto sale a 116 domande ogni mille imprese mentre il Veneto, con 89 operazioni ogni mille imprese, si posiziona al 5° posto che, per le sole operazioni fino a 25.000 euro, diventa l’ottavo con 75 operazioni per mille imprese.

“Continueremo a monitorare questi dati -conclude Bonomo-. La cui analisi è fondamentale per supportare le nostre richieste. Come avvenuto con la Regione Veneto che ha già previsto un intervento straordinario per la concessione di finanziamenti agevolati causa Covid-19 pari a 30 milioni di euro, con modalità e tagli più vicini alle esigenze delle nostre imprese. Ma serviranno anche a sostenere le proposte di finanziamento a misura di piccola impresa che verranno messe in campo, per la prima volta in modo corale e non come aiuto ai singoli Paesi membri con relativo indebitamento, dalle UE. Infine serviranno anche per individuare misure di ingegneria finanziaria adatte a sostenere la capitalizzazione delle MPI”.

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