Notizia del 9 Maggio
Spazio aziende Area Fiscale 06/2025 di Maggio
ULTIME NOVITÀ
Deducibilità TFM amministratori
Ordinanza Corte cassazione 10.2.2025, n. 3299
Al TFM non è applicabile la disciplina di cui all’art. 2120, C.c. relativa al TFR dei dipendenti e pertanto lo stesso è integralmente deducibile (non è quindi possibile escludere la deducibilità del TFM per la parte eccedente la misura massima accantonabile per il TFR, pari alla retribuzione annuale divisa per il coefficiente 13,5).
Trasmissibilità agli eredi
Ordinanza Corte cassazione 2.4.2025, n. 8684
Gli eredi del contribuente (nel caso di specie, socio di una società di fatto) non sono tenuti al pagamento delle sanzioni tributarie ai sensi dell’art. 8, D.Lgs. n. 472/97. Agli stessi sono comunque trasmissibili gli interessi maturati su tributi dovuti dal de cuius, in quanto accessori all’imposta.
Cartella pagamento e ex amministratore
Ordinanza Corte cassazione 2.4.2025, n. 8696
Nell’ambito dell’accertamento tributario è esclusa la responsabilità diretta dell’amministratore per i debiti fiscali della società. Pertanto, “in assenza di una norma che indichi una sorta di successione delle obbligazioni tributarie va … annullata la cartella di pagamento emessa nei confronti dell’ex gestore per il mancato pagamento dell’Iva da parte della srl”.
Accertamento induttivo
Ordinanza Corte cassazione 2.4.2025, n. 8751
Nell’ambito dell’accertamento induttivo l’Ufficio “ha facoltà di prescindere, in tutto o in parte, dalle risultanze del bilancio e dalle scritture contabili in quanto esistenti e può fondare l’accertamento su presunzioni prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza, con inversione dell’onere della prova a carico del contribuente, avente ad oggetto la dimostrazione che l’imponibile accertato non è stato conseguito o è stato conseguito in misura inferiore rispetto a quella indicata mediante l’atto impositivo”.
Srl a ristretta base sociale
Ordinanza Corte cassazione 16.4.2025, n. 10004
In presenza di una società a ristretta base sociale sussiste la presunzione di distribuzione degli utili fra i soci, a meno che gli stessi non provino che i maggiori ricavi non sono stati effettivamente realizzati dalla società o che quest’ultima non li ha distribuiti, ma accantonati o reinvestiti, “ovvero che degli stessi se ne è appropriato altro soggetto, ovvero ancora non dimostrino con prova rigorosa la propria assoluta estraneità alle gestione, al controllo e all’informazione circa la vita sociale”.