Notizia del 17 Settembre
ACCISE GASOLIO - UNO TSUNAMI RISCHIA DI COLPIRE TRASPORTI GIA' IN GINOCCHIO
In provincia di Treviso sono 3.065 i mezzi Euro 3 dell’autotrasporto professionale merci su un totale di oltre 8mila che saranno esclusi dal recupero delle accise a partire dal prossimo 1 ottobre.
Dal 1 gennaio 2021 il numero è destinato a salire perché si sommeranno anche 500 mezzi Euro 4
Treviso 16 settembre 2020 – “Il carburante è una delle voci che più pesano nella gestione di un veicolo commerciale. E’ per questo che il combinato disposto dello stop alle agevolazioni per gli Euro 3, a partire dal 1° ottobre prossimo, e la proposta di aumentare le accise del gasolio per equipararle a quelle della benzina, rischiano di essere un “uno-due” da knock down per l’intero comparto dell’autotrasporto artigiano”. La denuncia arriva da Danilo Vendrame, presidente gruppo trasporti Confartigianato Imprese Marca Trevigiana che afferma: “lo stop alle agevolazioni delle accise sul gasolio commerciale per l’autotrasporto per i mezzi fino a euro 3 (attualmente sono esclusi quelli fino a euro 2) è una misura che impatta in modo incredibile sul nostro settore.
In provincia di Treviso sono 3.065 i mezzi Euro 3 dell’autotrasporto professionale merci su un totale di oltre 8mila che saranno esclusi dal recupero di parte delle accise a partire dal prossimo 1 ottobre. Si tratta per le imprese di una perdita superiore a 200 euro su 1.000 litri di gasolio acquistato alla pompa per il rifornimento di tali mezzi. In un anno la perdita media si attesta intorno ai 7.500 euro. Dal 1 gennaio 2021 il numero aumenterà perché si sommeranno anche 500 mezzi Euro 4.
“Se a questo aggiungiamo – segnala con preoccupazione Vendrame – la prospettiva di un riallineamento a partire da gennaio 2021 delle accise sul gasolio, attualmente pari a 0.617 euro/litro, con quelle sulla benzina, pari a 0,728 euro/litro, finalizzata a recuperare risorse per la prossima manovra di bilancio, il rischio fallimento per le nostre imprese si concretizza pericolosamente. ”
Va tenuto conto inoltre che il contesto in cui operano le imprese italiane è caratterizzato da una più elevata pressione fiscale che nel 2020 è del 42,9%, di 1,4 punti superiore al 41,5% della media dell’Eurozona. In particolare, ad agosto 2020, le accise sul gasolio per autotrazione sono del 21,2% superiore alla media dei competitor dell’Eurozona e del 28% al di sopra della media Ue a 27. L’Italia è il paese dell’Unione a 27 con il maggior prelievo di accise sul gasolio. E in Italia la tassazione per unità di CO2 emessa nel settore dei trasporti è di 240 euro per tonnellata CO2, il 54,3% in più della media dei 18 paesi competitor nel trasporto merci internazionale su strada.
| “Nel 2006 l’allora Governo – precisa Vendrame – aveva recepito l’importanza per le imprese di compensare il gap esistente tra le accise italiane e quelle dei Paesi limitrofi. In effetti ad ogni successivo decreto per il loro aumento veniva sempre specificato “dall’aumento sono esclusi i trasportatori professionali”. Il recupero delle accise costituisce una compensazione per assicurare competitività alle nostre imprese e non una tassa ecologica come la si vuol far passar adesso.” “Lancio un appello al Governo – conclude Vendrame. Se si vogliono uniformare le accise con l’obiettivo della sostenibilità ambientale, si riducano a livello del gasolio quelle della benzina e non viceversa! E comunque, la categoria non accetterà nessuna modifica che non sia concordata guardando all’Europa e alle condizioni di tassazione a cui sono sottoposti i nostri competitors. Negli ultimi cinque anni infatti, nel trasporto internazionale la quota di mercato dei vettori nazionali dell’autotrasporto su strada è scesa di oltre cinque punti, passando dal 25,6% del 2014 al 20,0% del 2019. Rispetto alla Polonia, il principale competitor nel trasporto di merci su strada nell’Unione europea, il differenziale di tassazione per unità di CO2 sale all’81,4%, mentre quello delle accise sul gasolio arriva all’84,1%. Una situazione non più sostenibile”. |