Notizia del 19 Aprile
Insieme per salvare l’autotrasporto italiano dall’illegalità
Questa mattina, appena dopo l’alba, dopo
avere sorpassato decine di camion stazionati per la notte nelle piazzole
d’emergenza dell’autostrada, fermo ad un autogrill do uno sguardo alla
posta elettronica e mi concentro a leggere un’email appena arrivata,
particolare quanto significativa.
Le
lamentele sacrosante dei miei colleghi autotrasportatori, da me stesso
condivise, sono all’ordine del giorno, ma questa volta a scrivere è un
autista della Romagna.
Non
scrive solo per sé, preoccupato per il suo posto di lavoro, ma anche per
il suo datore di lavoro, il quale – grandemente sfiduciato – sembra
essersi rassegnato all’abbandono dell’attività d’impresa.
La
mia prima impressione non è stata quella di leggere per l’ennesima
volta la reale mancanza di volontà dello Stato di difendere le proprie
imprese dall’attacco illegale dei vettori esteri ma registrare la
comunanza degli interessi del lavoratore con il proprio “padrone”.
Solamente
nell’impresa artigiana questa comunanza si realizza perché non è
assolutamente vero – contrariamente a quello che si afferma – che
“piccolo imprenditore significa grande sfruttatore”.
L’autotrasporto
artigiano è sempre più sotto scacco da coloro i quali ritengono che il
prezzo dei servizi di trasporto debba continuare a calare – anche sotto
il livello dei costi d’esercizio – nell’interesse della competizione
internazionale ed in spregio alla dignità degli operatori del settore.
E’
ormai stato acclarato, scientificamente da diverse parti – anche
dall’Albo Nazionale degli Autotrasportatori – che il fenomeno del
cabotaggio abusivo si allarga a dismisura sotto gli occhi degli organi
preposti al controllo.
Non
solo, le frodi fiscali, il contrabbando ed il riciclaggio nonché lo
sfruttamento degli autisti passano inosservati alle frontiere ed
arrivano ai destinatari con l’esclusione totale della responsabilità dei
mittenti.
Ed
ancora, nonostante da tempo l’Europa si dimostri incapace di reagire
ristabilendo un equilibrio tra i costi del lavoro, le tasse ed il
rispetto delle regole nel mercato comune, constatiamo sempre più che è
il nostro stesso Paese che non è in grado di fare rispettare le norme.
Per Confartigianato Trasporti
bisogna agire subito, serve uno scatto d’orgoglio per la tutela delle
aziende che lavorano e pagano le tasse in Italia. Come fare per salvare
il comparto dell’autotrasporto, composto per il 95% da micro e piccole
imprese che rappresentano il tessuto connettivo italiano? Non è facile
né immediato, ma la strada che abbiamo indicato alla politica necessita
di provvedimenti urgenti.
E’ necessario che alla volontà manifestata dal Ministro dei Trasporti Toninelli e dal Viceministro Rixi di ridare tutela e dignità all’autotrasporto nazionale debbano seguire gli atti conseguenti.
Dopo
aver apprezzato, infatti, lo stanziamento triennale del Governo delle
risorse che permettono di compensare parte dei maggiori costi rispetto
ai competitors europei, bisogna contrastare l’illegalità diffusa agendo
sul versante delle “regole”, per cui servono modifiche significative.
Per ridare fiato alle imprese due sono i principali temi chiesti a gran voce su cui non si può più soprassedere:
· la ripubblicazione dei costi d’esercizio da parte del Ministero dei Trasporti
· il rispetto della data certa per il pagamento dei servizi di trasporto.
I
costi minimi, la cui legittimità è stata sancita anche dalla Corte
Costituzionale e dalla Corte di Giustizia Europea, avranno certamente
l’effetto di evitare i continui ribassi che deprimono una corretta e
leale concorrenza ripristinando un equilibrio nel mercato mentre la data
certa favorirà la sicurezza per programmare sia l’ordinaria gestione
finanziaria che gli investimenti dell’impresa.
Accanto
a queste due richieste, a costo zero per le casse dello Stato, deve
essere aggiunta l’estensione della responsabilità diretta al
committente, che attualmente si ferma al primo vettore, rendendo così
tutta la filiera corresponsabile della tracciabilità dei pagamenti.
Dopo l’ennesimo grido di dolore, rispondendo alle richieste di migliaia di operatori, Confartigianato Trasporti
lancia un appello pubblico a tutte le forze sociali, datoriali e
sindacali ed alle Istituzioni per cooperare insieme affrontando i veri
problemi ed adoperarci per risolvere le emergenze della categoria,
migliorandone le condizioni di imprenditori e lavoratori.
L’autotrasporto italiano necessita di redditività e dignità per continuare a vivere.